I TRE TIPI DI PSICODRAMMA
Psicodramma deriva dal greco psyche (anima) e drama (azione): è pertanto un metodo che consente di esplorare il mondo psichico tramite l’azione.
Psicodramma, sociodramma e sociometria devono la loro diffusione nel mondo a J.L.Moreno, psichiatra di origine romena che svolse la sua attività professionale dapprima a Vienna negli anni ’20, poi successivamente negli Stati Uniti. L’idea di Moreno è che l’uomo sia capace di liberarsi dai limiti impostigli dall’ambiente, per riprendersi la sua spontaneità, quindi la sua capacità creativa. Questo pensiero, tanto semplice da sembrare grezzo rispetto alla formazione della personalità e alla sua organizzazione, ha gettato le basi per una forma di psicoterapia attiva e di gruppo. I limiti del pensiero di Moreno hanno poi indotto gruppi di psicoterapeuti ad integrarlo con le teorie, molto più complete, espresse dal complesso delle scuole psicoanalitiche.
In Italia, vengono utilizzati tre tipi di psicodramma.
• Lo psicodramma ideato da Jacob L. Moreno, e lasciato più o meno fermo alla versione rivista da Zerka Moreno. Chi lo utilizza lo chiama “moreniano” o classico.
Ci sono tutti gli elementi dello psicodramma: la scena, gli Io-ausiliari, il regista, il pubblico; poi le tecniche: inversione, doppiaggio, intervista, specchio, eccetera. Può essere usato sia come metodo formativo che come psicoterapia.
• Lo psicodramma analitico di derivazione lacaniana in cui il palco è sostituito dal cerchio di sedie, e l’azione, appena accennata, ha la funzione d’introdurre e sviluppare la tensione del pensiero-parola. E’ usato come psicoterapia di gruppo, e più raramente nel setting individuale.
• Lo psicodramma analitico, in cui è rispettata l’ossatura dello psicodramma classico, con tutte le sue prerogative, dove però vi sono innestati gli elementi fondanti della psicoanalisi e di altre tecniche ritenute valide o necessarie al suo completamento.