LA GIUNGLA DELLE
SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE
Psicoanalisi classica, comportamentismo, cognitivismo, sistemica, neurolinguistica, teoria sociale cognitiva, costruttivismo, psicologia individuale, psicosintesi, teoria delle relazioni oggettuali, neuropsicologia, gestalt, bioenergetica, analisi transazionale, psicosomatica: scegliere una scuola di specializzazione è un po’ come essere in una giungla fitta, in mezzo a centinaia di piante che non riconosciamo, pur avendole viste sui libri. I motivi principali sono:
1) che tra gli insegnamenti proposti in Università e la pratica psicoterapeutica può esserci differenza, tanta differenza,
tanto che chi esce con la laurea si guarda intorno sperduto;
2) che il mondo accademico non è sufficientemente rappresentativo delle varie scuole di psicoterapia, anzi è chiuso su pochissime linee di pensiero;
3) che una limitazione simile è data anche da collusioni tra docenti e scuole di specializzazione. Questo annulla la possibilità che gli studenti dovrebbero avere di farsi un loro panorama di conoscenze;
4) infine, che la specializzazione non è, e non potrebbe essere, sul sintomo o sulla categoria come succede in medicina. In medicina ci si specializza per esempio in pneumologia, otorinolaringoiatria, geriatria, ginecologia, pediatria eccetera; nel nostro settore la specializzazione varia a seconda della teoria di personalità e delle sue sfumature: ne consegue che lo stesso individuo può essere trattato, per lo stesso problema o per lo stesso sintomo, con metodi totalmente diversi. Questo genera una libertà di scelta fasulla e confusiva. Infatti per scegliere con cognizione di causa bisogna conoscere bene, ma se, come abbiamo visto, mancano i presupposti di una corretta informazione iniziale, la scelta diventa inevitabilmente casuale o fortuita.
In una ricerca già vecchia, del 1978 se ben ricordo, le forme di psicoterapia conosciute erano quasi seicento! Lo sapevate? In Italia le scuole di specializzazione sono intorno a quattrocento: mettiamoci pure le sedi periferiche, ma restano un numero altissimo e forse non rappresentano ancora l’intero panorama delle proposte. Bisogna essere dei grandi intenditori per scegliere con cognizione di causa.