E DOPO?
Intanto complimenti a te, lettore, che stai leggendo questo articolo. Complimenti per due motivi: primo, perché col tuo interesse hai già aperto la porta che illumina la vita adulta e sei disposto a continuare ad esplorare il futuro, anziché restare prigioniero del passato. Secondo, perché questa porta sei riuscito ad aprirla, nonostante il cronico difetto universitario di non avviare gli studenti alla vita professionale. Chi esce con in mano una laurea in psicologia ha spesso il sogno nel cassetto di mettersi seduto su una poltrona e iniziare ad ascoltare i problemi degli altri. Purtroppo spesso non si ricorda che prima di tutto deve imparare ad esaminare i propri problemi, e che poi deve anche imparare a procurarseli, quei pazienti che vorrà ascoltare. Per usare il linguaggio del marketing: non sa che mercato lo aspetta e come farà a conquistarlo. E’ la conseguenza ovvia della spaccatura che c’è tra il mondo accademico e il mondo professionale. Un laureato in psicologia, oggi, ha più o meno queste possibilità:
• rifugiarsi in qualche scuola di specializzazione per continuare a chiamarsi studente, cioè adolescente (e quando ci si rifugia non importa in che scuola si capita);
• tentare la lotteria del dottorato di ricerca, sperando di trovare un posto libero e di sistemarsi entro i 40 anni;
• ripensare al futuro, perché si accorge che tra conoscere se stessi e conoscere gli altri c'è una certa differenza, (crisi e cambio di mestiere);
• scegliere la scuola di specializzazione con il cuore e con la ragione, dopo essersi guardato allo specchio, ed aver preso atto che la vita è cominciata davvero. A questo punto la scelta più azzeccata è quella che porta a fare prima di tutto quello per cui si è portati.
Non è facile quando non si hanno ancora gli strumenti di confronto, ma vale la pena cercare bene e ascoltarsi ancora meglio, perché questo lavoro, o lo si fa con vero entusiasmo, o diventa un inferno. Tra la laurea e la professione ci possono anche stare una serie di lavori che vanno dal l’insegnamento, al dare aiuto in ambito privato o di comunità, fino al servire al tavolo di una pizzeria. Alcuni sono un valido tirocinio, altri danno la possibilità d’iniziare a guadagnare e di guardare più da vicino le facce degli adulti. In modi diversi servono tutti come crescita, preparano in ogni caso a quella maturità, di cui uno psicoterapeuta ha particolarmente bisogno quando chiede fiducia ai suoi pazienti.
a.r.